Un'esperienza navigabile in sette momenti.
Esplora il progetto seguendo i ponti tra i suoi nodi.
Il futuro prossimo della pubblica amministrazione italiana sarà attraversato da una complessità senza precedenti. Le amministrazioni del prossimo decennio dovranno gestire una pluralità di transizioni che si intrecciano.
La fase esecutiva delle opere post-PNRR. L'attuazione di un quadro normativo profondamente rinnovato sui contratti pubblici e sul partenariato pubblico-privato. La costruzione di alleanze territoriali e interistituzionali sempre più articolate. L'apertura di nuovi spazi di cooperazione europea.
La negoziazione è il filo che attraversa tutte queste dimensioni. Consente di comporre interessi divergenti dentro un partenariato, costruire un'intesa interistituzionale praticabile, gestire una controversia contrattuale prima che diventi contenzioso, trasformare una relazione con uno stakeholder in un'alleanza duratura.
L'Università degli Studi di Bergamo ha scelto di affrontare questa asimmetria con un percorso progressivo sulle competenze negoziali, collocato dentro una strategia più ampia di leadership diffusa: la capacità di tutti i livelli professionali dell'organizzazione di contribuire alla qualità delle decisioni pubbliche.
Una parte rilevante delle attività nelle amministrazioni pubbliche si svolge in contesti nei quali la corretta applicazione della norma non esaurisce il problema decisionale.
Il punto critico emerge soprattutto nella fase esecutiva dei contratti: contestazioni dell'impresa, ritardi nelle prestazioni, richieste di compensazioni economiche, riserve nei lavori, rimodulazioni dei servizi. In questi snodi il risultato dipende dalla qualità della relazione, non solo dalla correttezza degli atti.
Dato significativo Negli ultimi tre anni il contenzioso dell'Ateneo in materia di appalti pubblici è stato pari a zero. Un dato che conferma la rilevanza di un presidio preventivo fondato sulla qualità della gestione.
Il progetto costruisce un'infrastruttura organizzativa fatta di competenze nuove, responsabilità distribuite e capacità condivise di lettura della complessità. La negoziazione è assunta come strumento anticipatorio di governo.
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I partecipanti acquisiscono i fondamentali della negoziazione strutturata: preparazione dell'incontro, mappatura degli interessi delle parti, gestione delle concessioni, costruzione di accordi difendibili.
Il primo livello ha la funzione di creare un terreno comune. È la condizione perché tutto il resto del percorso possa appoggiarsi su un linguaggio condiviso e su categorie analitiche riconoscibili da tutti i partecipanti.
Laboratori di esercitazione su casi reali. Il modello viene applicato come approccio quotidiano alle negoziazioni con gli operatori economici, e nelle relazioni inter-area, intra-area e intra-servizio.
Questo è il livello in cui il metodo smette di essere teoria e diventa postura. I partecipanti riconoscono nelle situazioni che incontrano ogni giorno le strutture negoziali studiate, e iniziano ad agirle in modo consapevole.
L'ulteriore consolidamento del percorso. Si costruisce un metodo condiviso di gestione delle negoziazioni dell'Ateneo, accompagnato da strumenti operativi e modelli documentali trasferibili.
Il passaggio è significativo: dalla logica della formazione sulla negoziazione alla logica della costruzione di un sistema di negoziazione dell'Ateneo, nel quale le competenze sviluppate diventano parte integrante delle modalità di governo.
In sviluppo · 2026La co-progettazione con CEGOS Italia ha consentito di adattare metodologie proprie del mondo dell'impresa a un contesto pubblico regolato.
Il percorso è rivolto al personale tecnico-amministrativo dell'Università degli Studi di Bergamo e ai tecnici di Ateneo Bergamo S.p.A., collocati nei punti in cui l'Ateneo sta sperimentando il passaggio da un modello accentrato a un modello distribuito.
Nel ciclo 2021-2023 la funzione di RUP risultava sostanzialmente concentrata sul dirigente dell'area. Nel periodo 2023-2026 il dirigente mantiene tali funzioni solo su un numero residuale di procedure. Il progetto opera a monte per preparare le figure che sostengono questo nuovo equilibrio organizzativo.
Il progetto presenta un profilo economico particolarmente sostenibile sul piano finanziario e organizzativo. A fronte di un investimento limitato, genera un rendimento misurabile sul piano della solidità decisionale.
Il progetto è stato concepito come percorso pluriennale. Le due fasi descrivono il movimento attraverso cui l'Ateneo passa da un presidio specialistico delle competenze negoziali a un modello diffuso di governo delle relazioni.
Il tempo del progetto coincide con il tempo necessario perché una competenza oggi concentrata diventi domani una postura istituzionale stabile, condivisa e riconoscibile. Il modello è adattabile a enti locali, amministrazioni centrali, università ed enti del servizio sanitario.
Il progetto si fonda su un'infrastruttura professionale interna che ne chiarisce subito la natura strategica. La sua ideazione e progettazione sono maturate dentro le strutture che presidiano quotidianamente la contrattualistica pubblica dell'Ateneo.
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L'iniziativa è partita dalle persone che intercettano ogni giorno i punti nei quali la qualità della relazione negoziale incide sulla tenuta del procedimento.